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sabato, 07 febbraio 2009
Delirio delle 21:59 nè ebreo o musulmano! Nè orientale nè occidentale... Non di Persia o Babilonia, nè del Khorosan io sono! Il mio luogo è l'Oltrespazio, il mio Segno è il senza Segno, Uno cerco, Uno conosco, Uno canto, Uno contemplo! Ed infine: "dopo la morte, non cercate la tomba mia nella terra: nel petto degli uomini santi è il mio sepolcro" *** "Ogni forma che tu vedi ha il suo archetipo nel mondo senza spazio. Se la forma perisce, non importa, l'originale è eterno." *** "La verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi. Ognuno ne raccoglie un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta la verità." mercoledì, 04 febbraio 2009
Delirio delle 19:45 We had just split in two. You were looking at me. I was looking at you. You had a way so familiar, But I could not recognize, Cause you had blood on your face; I had blood in my eyes. But I could swear by your expression That the pain down in your soul Was the same as the one down in mine. That's the pain, Cuts a straight line Down through the heart; We called it love. So we wrapped our arms around each other, Trying to shove ourselves back together. We were making love, Making love. It was a cold dark evening, Such a long time ago, When by the mighty hand of God, It was the sad story How we became Lonely two-legged creatures, It's the story of The origin of love. That's the origin of love. lunedì, 08 dicembre 2008
Delirio delle 14:33 Una grande forza emanava dalla bellezza. Mi circondava come se fosse aria, brezza o acqua, ma non era niente di tutto ciò. Era di gran lunga più rarefatta e pervasiva, e, pur trattenendomi con una formidabile energia, era invisibile e priva di pressione o forma palpabile. La forza era l'amore. Oh, sì, pensai, è amore, è amore completo, e nella sua completezza rende significativo tutto quello che ho mai conosciuto perché ogni delusione, ogni ferita, ogni passo falso, ogni abbraccio, ogni bacio non erano che un presagio di questa sublime accettazione e bontà, perché gli errori mi avevano rivelato cosa mi mancava, e le cose belle, gli abbracci, mi avevano mostrato fugacemente cosa poteva essere l'amore. Quell'amore rendeva significativa tutta la mia vita, senza tralasciare nulla, e mentre me ne meravigliavo, accettandolo completamente e senza urgenza né dubbi, iniziò un processo miracoloso. Mi si ripresentò la mia vita, sotto forma di tutti coloro che avevo conosciuto. La rividi interamente, dai primissimi istanti al momento che mi aveva condotto lì. Non era una vita straordinariamente illustre; non includeva nessun grande segreto, svolta o questione pregnante che trasformasse il mio cuore. Era invece una una naturale e ordinaria catena di migliaia di minuscoli avvenimenti, che coinvolgevano tutte le altre anime con cui fossi mai entrato in contatto; vidi ora le ferite che avevo inflitto e le parole con cui avevo arrecato sollievo, e vidi il risultato delle mie azioni più casuali e irrilevanti. La conoscenza era come l'amore e come la bellezza; mi resi conto, con una profonda felicità trionfante, che erano tutte - la conoscenza, l'amore e la bellezza - la stessa cosa. Oh, sì, come ho fatto a non capirlo? È così semplice! pensai. Se avessi avuto un corpo dotato di occhi avrei pianto, ma sarebbe stato un pianto dolce. Armand
martedì, 28 ottobre 2008
Delirio delle 00:36 The most difficult thing - but an essential one - is to love Life, to love it even while one suffers. Because Life is all. Life is God. And to love Life means to love God. [Leo Tolstoy] sabato, 25 ottobre 2008
Delirio delle 18:34 Every night I put out the cat, made myself a rum toddy and before I went to bed, said a little prayer thanking God that I was independent. That no one else’s life was mixed up with mine. But lately, I’ve begun to realize that for a long time I have not shed one tear. Nor have I been for one moment outrageously happy . . . There comes a time when you have to decide whether you want to be a fool among fools or a fool alone . . . I’ve decided to join the human race again. [Dolly Levi] |
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